![]() |
![]() ![]() |
![]() |
|
Non entro qui in merito alla complessità dei danni subiti dagli edifici pubblici e privati della città, a causa delle due violente scosse avvenute alle ore 2,33 e alle 11,42 del 26 settembre 1997, cui ne seguirono altre 4.000 di minore entità, fino all’aprile del 1998.
E’ sufficiente un solo dato a sintetizzare la dimensione di quella calamità: Maurizio Salari, sindaco del tempo e mio predecessore, firmò in pochi giorni oltre 4.000 ordinanze di sgombero di immobili, per un totale di 8.098 persone che rimasero senza abitazione.
In altre pagine del web, sono elencate e descritte tutte le misure adottate in accordo con il Dipartimento della Protezione Civile, con la Regione, la Provincia e con il variegato mondo del volontariato, per affrontare al meglio l’emergenza e ridurre il più possibile i disagi alla popolazione colpita.
Dalle tende alle roulottes, dai containers alla case prefabbricate di legno, fino al recupero di vecchi immobili o di nuova costruzione, l’impegno del Comune di Foligno nel dopo terremoto è stato costante, incessante e di lunga durata.
A 10 anni dall’evento sismico, tracciamo oggi un positivo bilancio della ricostruzione.
Pressoché ultimata la ricostruzione leggera (Ordinanza 61/97), siamo invece ad oltre l’85% degli interventi per quella cosiddetta ‘pesante’ (Legge 61/98).Stiamo andando, come ognuno può constatare, dai dati, che rendiamo sempre pubblici, verso il completamento della ricostruzione.
Con una punta di orgoglio, che voglio qui sottolineare: nei migliaia di cantieri dell’edilizia non si è registrato alcun incidente mortale sul lavoro.
Questo grazie ai ripetuti controlli e al DURC, documento unico di regolarità contributiva regionale, sintesi dell’accordo tra sindacato, imprenditori e pubbliche amministrazioni, che a partire dal 1999 ha obbligato le imprese a presentare la documentazione degli avvenuti versamenti contributivi e pensionistici, pena l’esclusione del proprietario dell’immobile ai contributi statali.
Questa apparente rigidità, ha rappresentato una barriera al lavoro nero ed ha anche evitato infiltrazioni malavitose.
Un altro aspetto che voglio evidenziare riguarda la correttezza, la oculatezza e la trasparenza con cui abbiamo gestito e continuiamo a gestire le risorse pubbliche.
Non sembri poca cosa in una società come la nostra, con abbondanti esempi di corruzione. Risorse che non devono venire meno, soprattutto nella fase finale della ricostruzione.
Come Amministrazione Comunale, siamo usciti da quella drammatica esperienza che è stata il terremoto umbro marchigiano del ’97 con una nuova filosofia dell’impegno ed una rinnovata volontà, miranti a trasformare l’inaspettato disagio in una opportunità per lo sviluppo.
Cito alcuni esempi, che fanno inequivocabilmente della nostra città una realtà urbana con particolarità uniche a livello nazionale nel versante della Protezione Civile..
Grazie a tale impegno, Foligno è oggi tra i pochi Comuni italiani a possedere delle aree completamente urbanizzate, pronte, in caso di calamità, ad accogliere con celerità i prefabbricati e a dare rapida assistenza ad eventuali popolazioni colpite.
Da alcuni anni, la nostra città, si è dotata, prima in Italia, di un Piano Comunale della Protezione Civile, strumento operativo indispensabile per ogni evenienza calamitosa.
Nel nostro Aeroporto, grazie all’impegno congiunto della Regione dell’Umbria, dell’Amministrazione Comunale e della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, è funzionante da alcuni mesi una nuova pista per l’atterraggio e il decollo di grandi aeromobili, valido supporto ai mezzi aerei della Protezione Civile Nazionale.
Sul versante formativo, abbiamo istituito, anche qui primi in Italia, insieme all’Università di Perugia e al nostro Centro Studi, un corso di Laurea in Coordinamento per le attività di Protezione Civile, frequentato da giovani provenienti da diverse regioni del Paese.Un grande investimento ha riguardato e riguarda il Centro Interregionale della Protezione Civile, in via di completamento.
Si tratta di un’area attrezzata di11 ettari, all’interno della quale, le parti edificate rispondono, con superfici ben definite, alle esigenze operative di ciascun ente attuatore: Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Centro Servizi Emergenza e Formazione della Regione dell’Umbria, Comune di Foligno, Corpo Forestale dello Stato, Consorzio di Bonificazione Umbra, Ricovero Beni Culturali.
Per quanto riguarda i nostri edifici scolastici, dagli asili nido agli istituti superiori, fino all’università, vorrei sottolineare con orgoglio che gli stessi sono tutti a norma, rispondenti cioè agli standard di sicurezza statica, impiantistica termica ed elettrica.
Non sembri poca cosa, se si pensa che in Italia il 75 % delle scuole a tutt’oggi non è a norma di legge.
Infine, grazie a strumenti operativi, che abbiamo definito insieme alle organizzazioni sindacali e alle associazioni di categoria, quali il PIAT (Piano Integrato per le Aree Terremotate) e il PRUSST (Programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio), stiamo tracciando le linee di sviluppo economico per la città e per tutte le aree dell’Umbria colpite dal sisma.
Ribadisco, perciò, che, sul versante della Protezione Civile, Foligno presenta delle peculiarità uniche in Italia: un efficiente Aeroporto, un moderno Centro Operativo e una qualificata Università indirizzata alla formazione, realtà queste che candidano la città sul versante della prevenzione e degli interventi da calamità a primario Centro interregionale di livello nazionale.
Foligno, 11 luglio 2007 Il Sindaco di Foligno
(Manlio Marini)
